Fringe has a Beautiful Mind

Da un po’sto guardando Fringe, la serie tv di JJ Abrams & co, interessante devo dire, arguto e pieno di cazzate scientifiche senz’ombra di fondamento, ma ogni volta che parte la sigla vengo colto da un misto di deja-vù e nostalgia. Mi sono domandato allora, sarà per le grafiche che fin troppo da vicino ricordano gli immaginari di X-Files? Misto ad una psichedelica scena d’apertura di Fight Club? Nonchè vagamente memore della sigla di Walt Disney Pictures degli anni novanta?

Fantastico, davvero, un sapiente mix di sapori d’altri tempi, una serie comunque dichiaratamente restyling di X-Files, certo per tempi più crudi, per gente assetata di parole incomprensibili e storie incredibili, enormi cospirazioni globali dichiarate fin dall’episodio pilota, un nuovo scintillante tipo di lens flare digitale, ma che nessuno tocchi i tailleurs della protagonista! Eh già, perchè se prima era l’impulsivo e sensuale Mulder, adesso è la fredda e metodica agente Dunham (si, come il comico spassoserrimo), al piccolo Fox avevano rapito la sorellina gli alieni quando aveva dieci anni, la forte Olivia invece ha sparato al patrigno, stanca dei soprusi alla mamma. Commovente. Mi è scesa una lacrima di ghiaccio. Finalmente, il mio Martini si stava scaldando.

Cooooomunque, c’era un elemento che mi mancava…..quella musica….un arpeggino così semplice ed efficace, con qualcosa di ipnotico….eh già, si tratta proprio di un simpatico remix della colonna sonora di “A Beautiful Mind” (inchinatevi, prego), seconda scena. Le note sono le stesse, rimescolate in maniera diversa e sempre con quel tocco più sci-fi che ben ci sta, ma il mood rimane. Avete presente “Donne” di (sigh) Zucchero e il “donne” della pubblicità del dado Star? Ecco stessa storia, cambio un pò quà, traspongo un paio di semitoni là, riarrangio, cambio suoni ed effetti, et voilà! Interessante davvero, non sempre la mancanza di originalità porta frutti cattivi, come ben Fringe stesso insegna, innumerevoli sono le vie per influenzare la mente, il subliminale non è più solo l’antiquato flash da un tremilesimo di secondo con l’imperativo “bevi Cocacola!” hahahah! che tenerezza! Tra l’altro sia Fringe che A Beautiful Mind sono ambientati ad Harvard (si, lo sò, anche a Princetown) in ambienti pseudouniversitari….ho detto UNIVERSITA’, ancora nostalgia eh? La libertà mentale del dottor Bishop è in effetti quasi commovente, in ogni istante vorrei riempirlo di legnate per tutte le stronzate che dice, poi coccolarne il volto pesto perchè dopotutto il caro vecchio Denethor c’ha un sacco di stile.

Che sete, ci starebbe una bella coca ghiacciata eh?

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