I Mercenari – The Expendables

C’era un trama? Bho. Forse. Chissene.

Una fracca di vecchi tamarri che fanno un bordello disumano davanti a una o più cineprese (sì, certo, il controcampo), regia e starring di Stallone, il caro vecchio rockyrambo poteva inventarsi magari, chessò….una storia? Già che ha tirato sù un cast così costoso, magari poteva pagare Stephen King e farsi prestare un paio di scribacchini, no? No. Evidentemente no. Ha voluto fare tutto lui. Accompagnato da un certo Dave Callaham. Ho controllato, è un personaggio strano.

Passerei direttamente al ranking attori: il migliore è come sempre Jason Statham, riesce a rendere le cose tamarre così naturali e sentite che è un piacere, attore di strada, senza formazione accademica, ex kick-boxer e modello, probabilmente è un tamarro convinto anche nella vita reale. Le sue scene sono danze leggiadre di coltelli e gomitate, calci a gamba tesa e fluide scivolate, è davvero un piacere guardarlo condannare all’infermità decine di stronzi al secondo. Poi c’è Jet Li, che interpreta Bao, e già potrebbe bastare, ma lo fà comunque con autoironia e un pizzico di acume, ampiamente dimenticabili i cameo di Schwarzenegger e Bruce Willis, un Mickey Rourke che oramai non ha più la faccia, per fortuna gli danno sempre qualcosa da fare, stavolta gli è toccata una bella pipa orientaleggiante col bocchino lungo e ricurvo, che fuma slinguazzando avidamente, notevolmente patetica la scena in cui racconta il suo passato di uomo dimmerda e piagnucola. Povero Mickey, una volta avevi una dignità, dove cacchio l’hai buttata?

Un Dolph Lundgren in ottima forma direi, una parte semplice ma ben recitata, un Eric Roberts che prenderei a schiaffi in ogni caso, e il caro Sylvester che nonostante dovesse fare la spola tra la sedia del regista e la scena, non sela cava male, il solito tamarro seduto con le mani sulle cosce e i gomiti larghi per i troppi steroidi, deve essersi astutamente fatto amico il caro Jason, il presente e futuro dell’azione. Da non dimenticare assolutamente il carissimo Terry Crews, un gigante orsacchiotto marrone che si diverte come un pazzo, e si vede, aggiudicandosi la parte più tamarra e casinista del film.

Non male la fotografia, la regìa un pò meno, le inquadrature troppo spesso eccedono nel tremolìo e nello scuotimento brutale rovinando un po’ le performances di Jason, sfiziosa la grana della pellicola ad alta sensibilità, gli effetti speciali buoni tranne che per l’esplosione del palazzo, quella fà proprio schifo. In definitiva, da vedere assolutamente al cinema, gustoso come un rave, in effetti avrei voluto anche il volume più alto in sala, come al solito.

Ah già, vogliamo parlare delle attrici? No, dai, basta dire che chi ha fatto il casting deve avere un gusto squisitamente misogino.

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Realtà è percezione.
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